AMIANTO. Cgil, Cisl, Uil chiedono incontro a Di Maio. Urgente atto ministeriale per erogazione prestazioni economiche del Fondo vittime amianto      PUBBLICO IMPIEGO. Foccillo: aspettiamo la convocazione del Ministro Bongiorno. Avviare la nuova contrattazione dal 2019      CNEL. Cgil, Cisl e Uil: Governo collabori con il CNEL invece di affossarlo       RAPPRESENTANZA SINDACALE. Barbagallo: verifica dei dati sulla rappresentanza sindacale? Noi siamo prontissimi      RELAZIONE ANNUALE AGCM. Barbagallo: autorità è riferimento importante per economia e mondo del lavoro     
Notice

Coordinamento Pari Opportunità

Comitato Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro - Maria Pia MANNINO

Maria Pia Mannino nominata Vice Presidente
Quest'anno, e per tutto il mandato, la vice presidenza del Comitato spetterà alla UIL
mpmannino.jpg

22/10/2014  | PariOpportiunità.  

La Responsabile Politiche di Genere della UIL, Maria Pia Mannino, nominata Vice Presidente del Comitato Nazionale di Parità e pari Opportunità nel Lavoro

Sarà Maria Pia Mannino, Responsabile UIL delle Politiche di Genere, a guidare il ricostituito Comitato Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro, l'unico Organismo istituzionale di pari opportunità, ancora attivo nel nostro Paese, a tutela dei diritti delle donne nel lavoro e contro ogni forma di discriminazione di genere.

Il Comitato, nato con la legge 125 del 1991, è costituito da rappresentanti sindacali, dell'imprenditoria e delle associazioni femminili da sempre maggiormente operative nell'affermazione dei diritti delle donne e nelle politiche di genere. Il suo Presidente è il Ministro del lavoro, o chi ne ha la delega, la vice Presidente, tradizionalmente, è sempre stata di espressione sindacale.

Quest'anno, e per tutto il mandato, la vice presidenza del Comitato spetterà alla UIL – nella persona della sua Responsabile delle Politiche di Genere, Maria Pia Mannino – con il compito, sicuramente non facile, di contribuire -  congiuntamente alle colleghe Consigliere – a declinare in modo concreto e incisivo le politiche di uguaglianza tra i sessi in Italia, tenendo ben presente la nostra collocazione nella Comunità Europea. Sarà perciò uno dei compiti del Comitato e della sua Vice Presidente, saper fare sintesi di quanto si sta producendo, a livello comunitario, in termini di politiche di genere e politiche attive del lavoro, all'interno delle quali la componente femminile registra ancora forti gap rispetto alla componente maschile.

Roma, 22 ottobre 2014

 

Da Renzi mille asili nido in mille giorni

Dichiarazione di Maria Pia Mannino, Responsabile Nazionale Pari Opportunità e Politiche di Genere
Asilo_large.jpg

02/09/2014  | PariOpportunità.  

Nella sua promessa di mutare in mille giorni il volto del mercato del lavoro, il Presidente del Consiglio, per garantire il suo “interesse all’infanzia e promuovere  le pari opportunità”, annuncia anche la nascita sul territorio nazionale di mille asili nido.

Se l’azione di Governo per i prossimi tre anni si concretizzerà, fosse anche con un po’ meno di mille asili nido, sarebbe la dimostrazione di un avvenuto cambiamento culturale nella politica nostrana e che verso i più piccoli e verso le loro mamme e i loro papà c’è maggiore attenzione. Ma non basta, però, perché calcoli alla mano, ancora troppo pochi sarebbero i bambini che potrebbero fruire dei servizi a loro destinati e a cui hanno diritto.

Il nostro Paese si colloca negli ultimi posti nell’Unione Europea per i servizi all’infanzia e i bambini che fruiscono dell’asilo nido, sono una percentuale bassissima (appena il 13,5%). Senza parlare dell’aumento dei costi che puntualmente ad ogni settembre affliggono migliaia di famiglie, soprattutto in questo momento di forti difficoltà economiche del Paese.

Tutto questo, se non ci sarà una volontà politica  a prendere misure radicali a favore del lavoro e delle famiglie, si ripercuoterà sulle donne ancora per molto tempo in tutti i campi, dall’occupazione all’istruzione e alla formazione legata all’occupabilità femminile.

Siamo assai lontani dagli standard europei e riequilibrare il gap diviene arduo in quanto l’azione per essere concreta necessita di tempi lunghi. La UIL, da tempo, ne ha fatto una sua battaglia sottolineando la necessità di implementare i servizi all’infanzia, come sostegno fondamentale per le lavoratrici.

Non saranno perciò mille asili nido che risolveranno la situazione di migliaia di lavoratrici italiane e il Presidente del Consiglio dovrà impegnarsi di più in tema di uguaglianza e parità, magari affidando finalmente la delega delle pari opportunità ad una persona (donna o uomo non ha in questo momento alcuna rilevanza di genere) che sappia  fare sintesi delle effettive necessità delle donne e delle famiglie che, con molta difficoltà, stanno contrastando una crisi ancora molto lontana dall’essere risolta.

Roma, 2 settembre 2014

 

Il 23 luglio scorso è stata approvata in Francia la legge sulla parità fra i sessi

Offrirà diritti e nuove tutele ai cittadini francesi

donneinfabbricabig68.jpg
29/07/2014  | Sindacato.  

Pari Opportunità  - Maria Pia MANNINO

Crediamo che la norma vada a tutelare con maggiore efficacia quelli che anche in Italia sono i rilevanti gap femminili, ovvero: la condivisione tra i coniugi del lavoro di cura all’interno della famiglia, favorita dalla prossima entrata in vigore in Franca della legge sui congedi parentali.

Il raddoppiamento delle sanzioni per tutte le istituzioni pubbliche e private che non favoriranno un accesso equo delle donne e degli uomini a posti di responsabilità;

l’obbligo di rispettare il 40% di donne nelle nomine ai posti di quadri dirigenti dello Stato che è stato anticipato dal 2018 al 2017.

Il rafforzamento dell’ordinanza di protezione delle donne vittime di violenza. Per prevenire la recidiva di atti violenti, potranno essere previsti degli stage di responsabilizzazione  per gli autori di violenze coniugali come pena complementare o  come alternativa.

Di seguito, la  Traduzione non ufficiale di  Corinne Ciliberto

La legge francese sulla parità tra i sessi

( 23 Luglio 2014)

Introduzione

Il progetto di legge sulla parità reale tra i sessi sostenuto da Najat VALLAUD-BELKACEM è stato adottato in Francia dal Senato e dall’Assemblea nazionale in via definitiva il 23 luglio. La ministra per i Diritti delle Donne, della Gioventù e dello Sport si rallegra del vastissimo consenso  raccolto da questo testo che darà un potente colpo di acceleratore al movimento per la parità in azione dal 2012 e offrirà diritti e nuove tutele ai cittadini francesi.

Elaborato in collaborazione con le associazioni, questo progetto di legge si è arricchito durante il suo esame in Parlamento grazie all’adozione di numerosi emendamenti proposti dai diversi gruppi parlamentari. La ministra dei Diritti delle Donne, della Gioventù e dello Sport sottolinea in particolare il lavoro e l’impegno dei due relatori Virginie Klès al Senato e Sébastien Denaja, all’Assemblea nazionale, e delle delegazioni parlamentari per i diritti  delle donne.

Si tratta della prima legge quadro per i diritti delle donne e il testo, adottato il 23 luglio in serata, permetterà degli importanti passi avanti:

-       Per fare della parità una politica pubblica trasversale che coinvolga lo Stato e gli enti locali: il settore delle politiche pubbliche inerenti le pari opportunità è stato oramai definito; esso riguarda lo Stato e tutti gli enti locali; negli enti con più di 20 000 abitanti si svolgerà annualmente un dibattito sulla parità di genere.

-       Per aumentare il livello occupazionale delle donne, favorire l’implicazione dei padri e far condividere al meglio le responsabilità genitoriali: la riforma del congedo parentale entrerà in vigore il 1° ottobre 2014. I futuri padri saranno meglio protetti contro  le cessazioni di contratto durante e dopo i periodi di congedo di maternità e di paternità.

-       Per la parità delle retribuzioni e dei percorsi professionali: è instaurato  un negoziato unico e globale sulla parità professionale. Le imprese che si ostinano a non rispettare  i loro obblighi in materia di parità professionale non avranno più accesso agli ordini  della  Pubblica Amministrazione a partire dal 1° dicembre 2014. Le azioni che mirano a promuovere i mestieri misti, a lottare contro gli stereotipi sessisti e a favorire la parità professionale saranno eleggibili ai fondi per la formazione professionale.

-       Per accelerare il raggiungimento di una parità di accesso tra donne e uomini nell’alta amministrazione, nelle strutture pubbliche e nelle imprese: l’obbligo di rispettare il 40% di donne nelle nomine ai posti di quadri dirigenti dello Stato è stato anticipato dal 2018 al 2017. A questa data, i consigli di amministrazione delle grandi imprese dovranno essere composti dal 40% di donne e l’obbligo dovrà essere raggiunto, nel 2020, nelle imprese da 250 a 499 lavoratori salariati e che hanno un introito che supera i 50 milioni €. Il numero delle donne nelle strutture amministrative pubbliche e industriali e commerciali dello Stato sarà rinforzato.

-       Per tutelare le famiglie monoparentali che soffrono di assenza di pagamento della pensione alimentare, una garanzia pubblica della CAF (Caisse Assurances Familiales) sarà attuata in 20 dipartimenti e una prestazione di sostituzione sarà versata già dal primo mese dalla CAF per assicurare una pensione minima tramite bonifico bancario. La nuova garanzia contro  gli  effetti insoluti di pensioni alimentari sarà prefigurata durante 18 mesi e generalizzata a partire dal 2016.

-       Per proteggere le donne vittime di violenze, l’ordinanza di protezione è rafforzata e la sua durata è prolungata da 4 a 6 mesi. L’allontanamento del coniuge violento dal domicilio della coppia diventa regola. Il telefono “grande pericolo”, già sperimentato in qualche dipartimento è ampliato per tutelare le vittime di violenze coniugali o di stupro. La legislazione sulla lotta contro le molestie e violenze sessuali è rafforzata, in particolare nell’Arma e all’università. Per prevenire la recidiva di atti violenti, potranno essere previsti degli stage di responsabilizzazione  per gli autori di violenze coniugali come pena complementare o  come alternativa. Le donne straniere vittime di violenze saranno  più tutelate.

-       Per proteggere il diritto delle donne all’informazione sull’IVG (interruzione volontaria di gravidanza), mettere in conformità il diritto con la pratica con la soppressione  del  riferimento alla nozione di sgomento in caso di richiesta d’IVG.

-       Per fare regredire gli stereotipi sessisti, il CSA (Conseil Supérieur de l’Audiovisuel) sarà oramai competente per vigilare alla giusta rappresentazione delle donne nei media. Le ragazze saranno protette dai danni dell’ipersessualizzazione, e i discorsi sessisti e omofobi su internet saranno meglio identificati e combattuti.

-       L’ambizione per un accesso equo delle donne e degli uomini a posti di responsabilità si concretizza in politica (raddoppiamento delle sanzioni per i partiti politici che non rispettano le leggi sulla parità alle elezioni legislative), nelle istanze professionali (camere e ordini consolari, CESER, AAI, istanze consultative dello Stato) e sociali (federazioni sportive, Accademie).

Una volta pubblicata  la  legge, l’insieme delle disposizioni elencate sarà reso operativo entro la fine dell’anno per ampliare l’effetto delle azioni già intraprese dalla ministra dei Diritti delle Donne e dall’insieme del Governo.

Traduzione non ufficiale di  Ciliberto Corinne

 

Sottoscritto accordo per estendere i diritti - Maria Pia MANNINO

Intesa Sanpaolo: congedo matrimoniale anche per coppie stesso sesso
coppie-stesso-sesso-big.jpg

25/07/2014  | PariOpportunità.  

Nella giornata di ieri è stato siglato nel gruppo Banca Intesa Sanpaolo un importante accordo che, sull’istituto del congedo matrimoniale, estende anche ai/alle dipendenti non eterosessuali la stessa regolamentazione già stabilita per questi ultimi. Di conseguenza, viene concesso ai/alle dipendenti LGBT di Intesa che contrarranno matrimonio (anche riconosciuto all’estero e senza obbligo di trascrizione all’anagrafe italiana, purché dopo il matrimonio risulti convivente), un congedo straordinario retribuito di 15 giorni consecutivi di calendario, non computabili come ferie, a fronte della presentazione della certificazione rilasciata dall’autorità officiante.

«Con l’accordo sottoscritto in Intesa Sanpaolo si definisce un riferimento normativo che potrà essere replicato anche nelle altre società creditizie. Come sindacato ci dobbiamo impegnare affinché i valori universali di inclusione, parità e solidarietà vengano disciplinati mediante l’estensione dei diritti per tutti i lavoratori e lavoratrici, indipendentemente dall’orientamento di ciascuno». Lo sottolinea Pietro Nocera, responsabile nazionale Coordinamento Diritti Uil, nonché esponente Uilca, in prima linea nella difesa delle diversity.

«Cogliamo con entusiasmo il risultato raggiunto in Banca Intesa, in quanto testimonia quanto sosteniamo come Uil: contro ogni forma di discriminazione conseguente al genere, età, etnia, religione, appartenenza politica e sindacale, orientamento sessuale, lingua e diversa abilità, aziende e sindacato non sono parti contrapposte, ma entità che perseguono un unico obiettivo comune, quello del garantire a tutte le lavoratrici e lavoratori gli stessi diritti, considerando con estrema attenzione e rispetto le diversità e differenze di ognuno». Lo sostiene Maria Pia Mannino, responsabile nazionale Coordinamento Pari Opportunità Uil.

 

Bonus Bebè: necessario semplificarne i termini di intervento

Politiche di genere  - Maria Pia MANNINO
bonusbebe_large.jpg

10/07/2014  | Sindacato.  

Dichiarazione di Maria Pia Mannino – Responsabile Politiche di Genere UIL

Bonus Bebè: necessario semplificarne i termini di intervento

Apprendiamo con soddisfazione che il Sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, alla quale come UIL avevamo posto il problema, è fortemente intenzionata a semplificare l’iter di accesso al bonus bebè e, contestualmente, ad elevarlo a 600 euro mensili per 6 mesi ed estenderlo anche alle lavoratrici del pubblico impiego, finora escluse.

Quest’ultima decisione ci sembra tanto più appropriata in quanto va a sanare una evidente discriminazione nei confronti delle lavoratrici del settore pubblico troppo spesso non ammesse – perché erroneamente ritenute più “fortunate” in tema di maternità - a tutti quei benefici che invece sono semprestati fruiti dalle lavoratrici del settore privato.

Roma, 10 luglio 2014  

 
Altri articoli...
Notice