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OPERAZIONE QUANTITATIVE EASING - Carmelo BARBAGALLO

Barbagallo: Ok quantitative easing, ma ora investimenti per ridurre la disoccupazione
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23/01/2015  | Sindacato.  

DICHIARAZIONE DI CARMELO BARBAGALLO SEGRETARIO GENERALE UIL

Ciò che si appresta a fare il Governatore della Bce, Mario Draghi, con l’operazione del Quantitative Easing è un fatto positivo per l’Europa. Così si dà ossigeno alle dissestate finanze di molti Paesi dell’Unione, compresa l’Italia, e si possono liberare risorse da destinare ad altri scopi, piuttosto che al pagamento di esosi interessi sul debito.

Ciò detto, resta il problema dello sviluppo e dell’occupazione che negli Stati Uniti è stato risolto iniettando nell’economia reale mille miliardi di dollari l’anno e, invece, in Europa si vorrebbe affrontare con soli cento miliardi, peraltro, aleatori previsti dal piano Junker. In Italia e in Europa si potrà dire davvero che si sarà cambiato verso solo quando si sarà ridotta sensibilmente la disoccupazione.

Purtroppo, però, i dati diffusi nei giorni scorsi dall’ILO disegnano per i prossimi anni un quadro ancora stagnante e desolante. Che la mossa apprezzabile della Bce, dunque, non diventi un alibi per abbassare la guardia sui problemi del lavoro.    

         Roma, 22 gennaio 2015

 

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Carmelo BARBAGALLO

Barbagallo: Non si decide su lavoratori pubblici a colpi di tweet
Serve confronto con parti sociali
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21/01/2015  | Sindacato.  

DICHIARAZIONE DI CARMELO BARBAGALLO, SEGRETARIO GENERALE UIL

Il Governo sta dando vita a un altro dei suoi capolavori in tema di lavoro. La ministra Madia comunica con un tweet che si è sbloccata la mobilità per mille pubblici dipendenti.

Ma si può gestire il destino e il futuro di mille lavoratori e delle loro famiglie con 140 caratteri? Come si pensa di applicare la mobilità senza un confronto con le parti sociali e i diretti interessati? Quali sono i criteri per ricollocare il personale coinvolto?

Il governo continua a muoversi per proprio conto su questi temi così delicati come un elefante in una cristalleria: solo che a essere frantumati rischiano di essere non dei comuni bicchieri, ma i diritti delle persone.

 

RIFORMA BANCHE POPOLARI - Carmelo BARBAGALLO

Barbagallo: Rischio che queste aziende vengano acquistate per un tozzo di pane
Auspichiamo discussione parlamentare per modifiche a provvedimento
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21/01/2015  | Sindacato.  

DICHIARAZIONE DI CARMELO BARBAGALLO SEGRETARIO GENERALE UIL

La decisione del Governo sulle banche popolari ci preoccupa moltissimo. C’è il rischio che queste aziende vengano acquistate per un tozzo di pane da imprenditori che, poi, possono metterne in discussione gli assetti occupazionali. Con questo progetto, inoltre, si trasforma la natura delle banche popolari la cui peculiarità è quella di essere vicine al territorio.

Ora, invece, potrebbero sovrapporsi per funzioni e caratteristiche a quelle SpA di cui il mercato è già saturo. Noi non crediamo che ci sia la condizione di urgenza per un decreto e, comunque, auspichiamo una discussione parlamentare per apportare modifiche a questo provvedimento che sono assolutamente necessarie.

         Roma, 21 gennaio 2015

 

DECISIONE CONSULTA - Carmelo BARBAGALLO Condividi su Twitter

Barbagallo: Era prevedibile l'inammissibilità del referendum sulla legge Fornero
Ora la battaglia diventa sindacale e politica, perché quel provvedimento va cambiato
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20/01/2015  | Sindacato.  

DICHIARAZIONE DI CARMELO BARBAGALLO SEGRETARIO GENERALE UIL

Era prevedibile che la Consulta dichiarasse inammissibile il referendum sulla legge Fornero, perciò avevamo sospeso il nostro giudizio in attesa della decisione della Corte. Ora la battaglia diventa sindacale e politica, perché quel provvedimento va comunque cambiato.
Andare in pensione tutti alla stessa età non funziona. Anzi, si creano danni anche all'occupazione, tant'è che la legge Fornero ha avuto l'ulteriore effetto di ingessare il mercato del lavoro. Avvieremo con CGIL e CISL una discussione sulle iniziative da mettere in campo per ottenere le modifiche possibili e necessarie a questo provvedimento. 
Roma, 20 gennaio 2015
 

INCONTRO KATAINEN-PARTI SOCIALI - Carmelo BARBAGALLO

Sintesi delle dichiarazioni del Segretario Generale della UIL Carmelo Barbagallo
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16/01/2015  | Sindacato.  

Nella tarda serata di ieri, il Vice Presidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, ha incontrato le parti sociali per presentare il Piano di Investimenti messo a punto dall'UE.

"Il Piano - ha dichiarato il Segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo - rappresenta un primo segnale di inversione delle politiche di austerità e rigore di bilancio. Tuttavia, gli aspetti negativi sono prevalenti e andrebbero affrontati e risolti. Innanzitutto, oltre i 2/3 dei 315 miliardi di investimenti previsti in tre anni sono virtuali poiché presuppongono un intervento dei mercati finanziari privati, con un effetto moltiplicatore tutto da verificare. Ad ogni buon conto, come peraltro confermato dallo stesso Katainen, quella cifra sarebbe comunque insufficiente, tanto più a confronto dei 1000 miliardi di dollari l'anno iniettati nella loro economia dagli Stati Uniti.

Uno degli aspetti non chiari, poi, è il ruolo della BEI, chiamata a intervenire finanziariamente per l'attuazione del Piano: se non si prevede una modifica del suo mandato, c'è il rischio concreto che queste risorse siano indirizzate solo verso i Paesi più forti.

Sullo sfondo - ha sottolineato il leader della UIL - restano tre grandi problemi. Innanzitutto, lo scarso utilizzo dei fondi europei da parte del nostro Paese, come avevamo già denunciato nelle scorse settimane e come ha rimarcato, in occasione di questa sua visita in Italia, lo stesso Vice Presidente della Commissione. Inoltre, l’assenza di riferimenti, nelle discussioni in corso nel Consiglio europeo, alla cosiddetta regola aurea e cioè alla possibilità di scorporare tutti gli investimenti da deficit e debito. Infine, l'incertezza sul giudizio che sarà espresso dall'Unione sui conti pubblici italiani e sull'applicazione della flessibilità. A marzo o aprile, dunque, cosa dovremo attenderci dall'Europa rispetto alla politica attuata dal nostro Paese?

È comunque un fatto decisamente importante - ha concluso Barbagallo - che la  Commissione europea abbia deciso di svolgere questo incontro. Per fortuna del nostro Premier, ciò è avvenuto al termine del semestre di Presidenza italiano, così non è stata contraddetta la sua scarsa propensione a confrontarsi con le parti sociali a livello nazionale ed europeo. La Commissione si è impegnata a proseguire questo dialogo con noi anche per il futuro: il Presidente del Consiglio se ne faccia una ragione".

Roma, 16 gennaio 2015

 
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